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La partecipazione in Sicilia? C'è un'occasione che rischia di essere sprecata. Ed è soprattutto una questione di comunicazione

La partecipazione in Sicilia? C'è un'occasione che rischia di essere sprecata. Ed è soprattutto una questione di comunicazione

Sai che in Sicilia dal 2014 esiste una legge che obbliga tutti i 391 Comuni a coinvolgere la cittadinanza nella scelta dei progetti da realizzare con una piccola parte del proprio bilancio, per un totale di quasi 5 milioni di euro ogni anno? Probabilmente no, e se lo sai sei un'eccezione. Questa legge, che rappresenta a tutti gli effetti un'occasione significativa per ricostruire legami di fiducia e collaborazione tra enti locali e cittadini siciliani, è infatti davvero poco conosciuta e la sua applicazione, di conseguenza, stenta. Esistono casi virtuosi, processi partecipativi efficaci e progetti proposti dalla cittadinanza effettivamente finanziati ma lo sguardo di insieme ci dice che circa la metà dei soldi a disposizione non viene spesa e che anche nei territori in cui questi processi sono avviati la qualità e i numeri della partecipazione sono tutt'altro che soddisfacenti. Il motivo principale è che la Regione e i Comuni Siciliani informano molto poco e in modo poco tempestivo la propria cittadinanza rispetto a questa opportunità. Per questo, nel 2020, l'associazione Parliament Watch Italia ha lanciato il sito www.spendiamolinsieme.it e una campagna di comunicazione sociale con l'obiettivo di favorire una maggiore conoscenza della legge e un migliore utilizzo dei fondi per la democrazia partecipata in Sicilia. È dunque una iniziativa del terzo settore che colma il gap informativo esistente, rivolgendosi a enti locali, cittadini e organizzazioni no-profit nei territori per stimolare adeguati processi partecipativi. Perché il mondo del terzo settore ha tante buone idee per cui spesso mancano risorse economiche e un'occasione del genere non può davvero essere sprecata.

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L'editoria e un modello di business che si fa fatica a rendere sostenibile

L'editoria e un modello di business che si fa fatica a rendere sostenibile

Il tema della sostenibilità dell’editoria è vecchio, abusato e non troppo interessante. Eppure, in oltre vent’anni non se ne è riusciti a venire a capo. Dalla scomparsa dell’informazione a pagamento al tramonto della pubblicità, dalla rincorsa ai numeri e ai “like” al timido ritorno del giornalismo di qualità per la fidelizzazione del lettore attraverso sottoscrizioni e paywall, fino al mondo ancora inesplorato dei fondi, dei bandi, dei grant: uno sguardo su come potrebbero sopravvivere le realtà locali che hanno puntato sulla qualità e non sulla quantità.

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Next Generation EU e PNRR italiano: cosa e perché cambia per la nostra realtà

Next Generation EU e PNRR italiano: cosa e perché cambia per la nostra realtà

Il NGEU ed il PNRR rappresentano due strumenti innovativi sotto vari punti di vista: format, impatto e attività incideranno non poco nella realtà territoriale, sociale, economica e culturale del Paese. Non si tratta di una sfida finanziaria ma del cambio di paradigma dentro cui si troveranno l'Europa e l'Italia per il prossimo decennio. Proprio perché di assoluta rilevanza per tutti gli ambiti della nostra società, anche il terzo settore, le comunità, il privato sociale ne saranno coinvolti. Una riflessione generale sulla dimensione futura e sul ruolo del capitale umano.

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L'entusiasmo è creatività

L'entusiasmo è creatività

L’entusiasmo è fucina di creatività e motivazione; spazio in cui l’energia del singolo alimenta quella del gruppo e permette di raggiungere e scoprire traguardi sempre nuovi. Il portatore di entusiasmo non indossa il mantello dell’invisibilità, ha la capacità di rivelarsi agli altri generando spontaneamente il desiderio di farsi coinvolgere e contagiare. La creatività è la capacità di rendere visibile l’invisibile, è deduzione e intuizione, ragione e immaginazione, emozione e riflessione, ma soprattutto passione.
Entusiasmo e creatività = Vita

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La propaganda della panna montata

La propaganda della panna montata

Uno speech sul crisis management e la necessità di prevenire o combattere ogni forma di danno reputazionale; un rischio al quale, solitamente, sono sovraesposti, prima di tutto, partiti, personaggi politici e figure istituzionali. Ma non è escluso che anche un biscotto possa essere al centro di un clamoroso problema di immagine. A questo serve l’adv intesa nella sua primaria forma di mondo fantastico nel quale -e attraverso il quale- raccontare una versione delle cose, non falsa ma certamente artefatta. Del resto, anche se volessimo reclamizzare la più soffice, gustosa e sana panna montata in commercio, saremmo comunque costretti ad usare, durante uno shooting, nient’altro che schiuma da barba. Non chiamiamole bugie, solo espedienti necessari onde evitare di ritrovarci a fotografare acqua lattiginosa sciolta sotto le luci dei fari. Allo stesso modo, ogni passaggio legato alla presentazione o promozione di un marchio, un prodotto o un personal branding, passa da pianificazione, ideazione, costruzione precise e dettagliate. E mai dimenticare dimettere in conto il piano B, e pure il piano C!